Come ridurre i consumi di gas del riscaldamento
Quanto si risparmia davvero con un grado in meno, le valvole termostatiche, la manutenzione della caldaia e le abitudini che pesano di più sui consumi di gas invernali.
Il riscaldamento è la voce che decide la bolletta invernale, e non per poco: circa il 65% dell’energia consumata in una casa italiana se ne va in riscaldamento, contro l’11% dell’acqua calda sanitaria e il 12% di illuminazione ed elettrodomestici (dati ENEA). Significa che tutte le attenzioni sugli elettrodomestici, messe insieme, valgono meno di qualche grado di termostato.
Le tre leve che spostano davvero i consumi di gas sono la temperatura, le ore di accensione e la regolazione dell’impianto. Secondo il vademecum ENEA ogni grado in meno vale dal 5 al 10% di combustibile risparmiato; un grado in meno più un’ora di accensione in meno al giorno valgono circa il 15%; le valvole termostatiche arrivano a ridurre i consumi fino al 20%.
Qui sotto le leve in ordine di impatto reale, senza consigli da pannello solare e senza chiedere di stare al freddo.
Quanto pesa davvero un grado in meno?
Dal 5 al 10% del combustibile, per ogni singolo grado. È la stima del vademecum ENEA, ed è la ragione per cui la temperatura è la prima cosa da guardare: nessun altro intervento a costo zero ha lo stesso effetto.
Il punto di partenza consigliato è 19 °C, già sufficiente al comfort in una casa normalmente occupata e vestita. Il limite di legge per le abitazioni è 20 °C con 2 gradi di tolleranza, quindi 22 °C sono il tetto massimo, non l’obiettivo.
Due accortezze che cambiano la misura:
- La temperatura va letta al centro della stanza, a circa 1,5 metri da terra, non vicino al radiatore.
- Di notte e nelle stanze da letto si può stare più bassi, intorno ai 16-18 °C, senza perdere comfort.
Conviene spegnere il riscaldamento quando esco?
Per le assenze brevi no. Riportare una casa fredda alla temperatura desiderata richiede un picco di potenza che spesso costa più di quanto si sia risparmiato nelle ore di spegnimento. I muri e gli arredi si raffreddano e vanno riscaldati di nuovo: è energia, non aria.
La regola pratica è abbassare invece di spegnere:
| Situazione | Cosa conviene fare |
|---|---|
| Fuori casa poche ore | abbassare di 2-3 gradi |
| Fuori tutto il giorno | temperatura di mantenimento, intorno ai 16 °C |
| Notte | 16-18 °C nelle stanze da letto |
| Assenza di più giorni | mantenimento basso, mai spegnimento totale d’inverno (rischio gelo) |
| Stanze non utilizzate | valvola quasi chiusa, porta chiusa |
Il risparmio vero sta nella costanza a una temperatura più bassa, non negli spegnimenti alternati a riaccensioni brusche.
Le valvole termostatiche fanno risparmiare?
Sì, fino al 20% dei consumi secondo ENEA. Fanno una cosa semplice: chiudono il flusso di acqua calda al radiatore quando la stanza ha raggiunto la temperatura impostata, invece di continuare a scaldare una stanza già calda.
Sono obbligatorie per legge negli impianti condominiali centralizzati, dove servono anche a misurare il consumo individuale — la logica di ripartizione della spesa l’abbiamo spiegata in riscaldamento centralizzato. In un impianto autonomo non sono obbligatorie, ma restano l’intervento a basso costo con il ritorno più rapido, soprattutto in case con stanze usate poco.
Come si usano bene: i numeri sulla manopola non sono gradi, sono livelli. La posizione 3 corrisponde in genere a circa 20 °C; portarla al massimo non scalda più in fretta, fa solo superare la temperatura utile.
Cosa fa la manutenzione della caldaia sui consumi?
Un impianto pulito e regolato correttamente produce lo stesso calore bruciando meno gas. Incrostazioni di calcare, filtri sporchi e una combustione mal regolata si traducono direttamente in metri cubi in più a parità di temperatura in casa.
La frequenza della manutenzione è quella indicata dal libretto dell’impianto e dal costruttore, mentre il controllo di efficienza energetica con bollino segue le scadenze della normativa e le regole della tua Regione — che possono differire. Due operazioni spesso trascurate che incidono sui consumi:
- Sfiatare i radiatori a inizio stagione: l’aria nei termosifoni li lascia freddi nella parte alta e costringe l’impianto a lavorare di più.
- Controllare la pressione dell’impianto, in genere tra 1 e 1,5 bar a impianto freddo.
Le altre cose che pesano (e quelle che non pesano)
Dopo temperatura, ore e regolazione, restano gli interventi sull’involucro e sulle abitudini. In ordine di impatto:
- Ridurre gli spifferi di finestre e porte esterne: guarnizioni adesive costano poco e tolgono la dispersione più fastidiosa.
- Chiudere tapparelle e tende la sera: trattengono una parte del calore accumulato.
- Non coprire i radiatori con mobili, tende lunghe o panni stesi: il calore deve circolare.
- Mettere un pannello riflettente tra radiatore e muro esterno, se il muro non è isolato.
- Arieggiare poco e bene: 5 minuti a finestre spalancate cambiano l’aria senza raffreddare i muri, molto meglio di una finestra socchiusa per un’ora.
Quello che invece conta meno di quanto si dica: tenere il riscaldamento costantemente basso in tutta la casa e poi usare stufette elettriche nelle stanze. L’elettricità per riscaldare costa in genere molto più del gas a parità di calore, ed è il modo più rapido per spostare il problema dalla bolletta del gas a quella della luce — vedi come ridurre i consumi di luce.
Perché la bolletta non scende anche se consumo meno?
Per due motivi, entrambi indipendenti dal tuo comportamento. Il primo: una parte dell’importo è quota fissa e non dipende dai consumi (quota fissa e quota variabile). Il secondo, più frequente d’inverno: se la lettura è stimata, la bolletta racconta un consumo presunto, non quello reale — e il riallineamento arriva dopo, con il conguaglio.
La contromossa è una sola ed è gratis: comunicare l’autolettura nella finestra indicata dal fornitore, così gli importi seguono i consumi veri (autolettura del contatore). Se hai cambiato abitudini a ottobre, è l’unico modo per vederlo in bolletta a novembre invece che a marzo.
Poi serve un termine di paragone. Una bolletta invernale letta da sola non dice niente: è alta perché è inverno. Dice qualcosa solo confrontata con lo stesso periodo dell’anno prima. È la ragione per cui in Bolly ogni contratto conserva lo storico degli importi e l’app segnala quando una bolletta si discosta in modo anomalo dalla media dei periodi precedenti: a gennaio la domanda utile non è “quanto ho pagato”, è “quanto ho pagato rispetto all’anno scorso”.
E se il calendario di accensione della tua zona non ti è chiaro, lo abbiamo messo in tabella in accensione riscaldamento: date e orari per zona climatica.
In sintesi
- Il riscaldamento vale circa il 65% dei consumi energetici di una casa: è lì che si gioca la bolletta invernale.
- Ogni grado in meno = 5-10% di combustibile risparmiato (ENEA); 19 °C sono già confortevoli.
- Un grado in meno più un’ora di accensione in meno al giorno valgono circa il 15%.
- Le valvole termostatiche riducono i consumi fino al 20% e sono obbligatorie negli impianti centralizzati.
- Abbassare, non spegnere: le riaccensioni brusche costano più della temperatura costante.
- Manutenzione, sfiato dei radiatori e pressione corretta fanno consumare meno a parità di calore.
- Se la bolletta non scende, guarda quota fissa e letture stimate prima di dubitare delle tue abitudini.
Fonti: ENEA — 10 consigli per risparmiare sul riscaldamento e dati sulla ripartizione dei consumi energetici domestici; DPR 74/2013 per i limiti di temperatura negli edifici a uso civile; ARERA — Atlante per il consumatore per letture, autoletture e conguagli. Le scadenze dei controlli di efficienza energetica dell’impianto sono stabilite dalla normativa nazionale e dalle disposizioni regionali.
Domande frequenti
Quanto si risparmia abbassando il riscaldamento di un grado?
Secondo ENEA, ogni grado in meno vale dal 5 al 10% di combustibile risparmiato. Abbassare di un grado e ridurre di un'ora l'accensione giornaliera porta a un risparmio energetico di circa il 15%.
Qual è la temperatura ideale in casa d'inverno?
ENEA indica 19 °C come già confortevole in un'abitazione normalmente occupata. Il limite di legge per gli edifici a uso civile è 20 °C con 2 gradi di tolleranza, quindi 22 °C non vanno superati.
Le valvole termostatiche fanno risparmiare davvero?
Sì: secondo ENEA permettono di ridurre i consumi fino al 20%, perché chiudono il flusso di acqua calda quando la stanza ha raggiunto la temperatura impostata. Sono obbligatorie per legge negli impianti condominiali centralizzati.
Conviene spegnere il riscaldamento quando esco?
Per assenze brevi no: riscaldare una casa fredda da zero consuma più che mantenerla a una temperatura costante leggermente più bassa. Per assenze lunghe conviene abbassare a una temperatura di mantenimento, tipicamente intorno ai 16 °C, non spegnere del tutto.
Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia?
La frequenza della manutenzione è quella indicata dal libretto dell'impianto e dal costruttore; il controllo di efficienza energetica con bollino segue le scadenze fissate dalla normativa e dalle regole della tua Regione. Un impianto pulito e regolato correttamente consuma meno a parità di calore prodotto.
Perché la bolletta del gas non scende anche se consumo meno?
Perché una parte dell'importo è quota fissa e non dipende dai consumi, e perché se la lettura è stimata la bolletta non riflette ancora il consumo reale. Comunicare l'autolettura fa sì che gli importi seguano i consumi effettivi invece delle stime.
Bolly tiene tutto sotto controllo per te.
Aggiunge le bollette in automatico, ti avvisa prima della scadenza e ti segnala gli aumenti anomali. Gratis.
Prova Bolly →