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13 ottobre 2026

Accensione riscaldamento: date per zona climatica

Dal 15 ottobre in zona E al 1° dicembre in zona A: le date delle sei zone, le ore massime al giorno, il limite di 20 °C in casa e le deroghe dei sindaci.

Ogni anno, verso metà ottobre, in casa si apre lo stesso dibattito: si accende o si resiste ancora una settimana? La discussione sembra una questione di sopportazione del freddo, ma in realtà una parte della risposta è scritta in una norma: non tutti i comuni italiani possono accendere lo stesso giorno, e nemmeno per lo stesso numero di ore.

L’accensione del riscaldamento segue il calendario del DPR 74/2013, che divide l’Italia in sei zone climatiche (dalla A alla F) in base ai gradi giorno. Si va dal 15 ottobre della zona E — Milano, Torino, Bologna — al 1° dicembre delle zone A e B, con un tetto di ore giornaliere che passa da 14 a 6. In tutte le zone la temperatura massima negli edifici a uso civile è 20 °C, con una tolleranza di 2 gradi.

Qui sotto trovi il calendario completo, come capire in che zona sei, cosa succede se il freddo arriva prima e quanto pesa davvero ogni grado sulla bolletta del gas.

Quando si può accendere il riscaldamento?

Le date dipendono dalla zona climatica del comune in cui si trova la casa. Il territorio è diviso in sei fasce secondo i gradi giorno, cioè un indice che misura quanto è rigido il clima di una località: più è alto, più lungo è il periodo di accensione consentito.

ZonaPeriodo di accensioneOre massime al giornoCittà di esempio
A1 dic – 15 mar6Lampedusa, Linosa
B1 dic – 31 mar8Palermo, Reggio Calabria
C15 nov – 31 mar10Napoli, Bari, Lecce
D1 nov – 15 apr12Roma, Firenze, Genova
E15 ott – 15 apr14Milano, Torino, Bologna
Fnessun limitenessun limiteBelluno, Cuneo, Trento

Le ore consentite non sono continuative: vanno distribuite nell’arco della giornata tra le 5.00 e le 23.00, e in genere si dividono in due o tre fasce (mattina, tardo pomeriggio, sera). La zona F, che comprende i comuni di montagna più freddi, è l’unica esclusa da entrambi i limiti.

In che zona climatica si trova casa mia?

La zona climatica è assegnata per comune, non per regione, e la trovi nell’allegato A del DPR 412/1993. È l’errore più comune: due comuni della stessa provincia possono stare in zone diverse, perché contano l’altitudine e le temperature medie, non i confini amministrativi.

Tre modi per verificarla senza margine di errore:

  • L’attestato di prestazione energetica (APE) della casa: la zona climatica e i gradi giorno del comune sono indicati in prima pagina.
  • L’ufficio tecnico del comune, che applica il calendario e pubblica eventuali ordinanze.
  • L’amministratore di condominio, se l’impianto è centralizzato: è lui a impostare l’accensione nei limiti di legge.

Quanti gradi si possono tenere in casa?

Negli edifici a uso civile — quindi le abitazioni — il limite è 20 °C con una tolleranza di 2 gradi: in pratica non si devono superare i 22 °C. Negli edifici industriali e artigianali il limite scende a 18 °C, sempre con 2 gradi di tolleranza.

Il valore si misura al centro della stanza, a circa 1,5 metri da terra, non accanto al radiatore. Ed è un tetto massimo, non un obiettivo: ENEA ricorda che 19 °C sono già sufficienti a garantire il comfort in un’abitazione normalmente vestita e occupata.

Si può accendere prima se fa freddo?

Sì. L’articolo 4, comma 3 del DPR 74/2013 consente di attivare l’impianto fuori dal periodo ordinario quando le condizioni climatiche lo giustificano, ma con il limite di ore giornaliere ridotto alla metà. In zona E, per esempio, significa un massimo di 7 ore al giorno invece di 14.

Nella pratica funziona così: se arriva un’ondata di freddo anticipata, molti sindaci emettono un’ordinanza che autorizza l’accensione in tutto il comune, spesso con orari ridotti. Nei condomini centralizzati è l’amministratore ad applicarla; nelle case con caldaia autonoma la deroga vale comunque, ma resta il buon senso di non tenere l’impianto acceso tutto il giorno.

Vale anche il contrario: in primavera si può prolungare, sempre a ore dimezzate, se il freddo si trascina oltre la data di chiusura.

Se invece la casa resta chiusa per tutta la stagione, il discorso cambia: una parte della bolletta si paga comunque, anche a consumi zero. È il tema delle bollette della seconda casa.

Accendere più tardi fa davvero risparmiare?

Sì, e in misura misurabile: secondo il vademecum ENEA ogni grado in meno vale dal 5 al 10% di combustibile risparmiato, e un grado in meno insieme a un’ora di accensione in meno al giorno porta a circa il 15% di risparmio.

Sono percentuali che pesano, perché il riscaldamento è di gran lunga la voce più grossa dei consumi di una casa: circa il 65% dell’energia consumata in un’abitazione italiana se ne va in riscaldamento, contro l’11% dell’acqua calda sanitaria e il 12% di illuminazione ed elettrodomestici (fonte ENEA).

Tradotto sulla bolletta del gas: la famiglia tipo presa a riferimento da ARERA consuma 1.100 metri cubi di gas all’anno, e la parte largamente prevalente si concentra nei mesi di riscaldamento. Ogni grado risparmiato tra ottobre e aprile si vede sulle bollette invernali, che sono anche quelle che pesano di più.

Attenzione però all’errore opposto: tenere la casa costantemente fredda e poi riscaldarla di colpo consuma più che mantenere una temperatura stabile un po’ più bassa. Il risparmio vero sta nella costanza, non negli spegnimenti totali.

Perché me ne accorgo solo a gennaio?

Perché tra il consumo e la bolletta passano settimane, e spesso in mezzo c’è anche un conguaglio. Il gas si consuma a ottobre e novembre, la fattura arriva a dicembre o gennaio, magari con una lettura stimata da correggere più avanti: quando l’importo si vede, la stagione è già a metà e le abitudini sono prese.

È il motivo per cui conviene fare due cose in autunno, prima che la bolletta racconti i fatti in ritardo:

  1. Registrare l’autolettura del contatore all’inizio della stagione, così i conteggi partono da un dato reale e non da una stima — ne abbiamo parlato in autolettura del contatore.
  2. Avere sott’occhio lo storico delle bollette dell’inverno precedente, per capire subito se l’importo che arriva è in linea o fuori scala.

Il secondo punto è esattamente il problema che proviamo a risolvere con Bolly: l’app tiene insieme le bollette di luce, gas e acqua, conserva lo storico degli importi per ogni contratto e segnala quando una bolletta si discosta in modo anomalo dalla media dei periodi precedenti. In inverno, quando gli importi salgono per forza di cose, la differenza tra “è la stagione” e “c’è qualcosa che non va” è la sola cosa che conta davvero.

E se l’impianto è centralizzato, la logica cambia ancora: il conteggio arriva una volta l’anno e mesi dopo. L’abbiamo spiegato in riscaldamento centralizzato: come si dividono le spese. E se invece vuoi agire sui consumi adesso che l’impianto è acceso, i numeri di ENEA — un grado in meno, le valvole termostatiche, le ore di accensione — sono in come ridurre i consumi di gas del riscaldamento.

In sintesi

  • Il calendario di accensione è fissato dal DPR 74/2013 e dipende dalla zona climatica del comune (sei zone, dalla A alla F).
  • Si va dal 15 ottobre in zona E (14 ore al giorno) al 1° dicembre in zona A (6 ore); la zona F non ha limiti.
  • Le ore vanno distribuite tra le 5.00 e le 23.00.
  • La temperatura massima nelle abitazioni è 20 °C con 2 gradi di tolleranza; ENEA indica 19 °C come già confortevole.
  • Con freddo anticipato si può accendere prima, a ore dimezzate, spesso tramite ordinanza del sindaco.
  • Ogni grado in meno vale dal 5 al 10% di combustibile; un grado e un’ora in meno insieme valgono circa il 15%.
  • Il riscaldamento pesa per circa il 65% dei consumi energetici di una casa: è lì che si gioca la bolletta invernale.

Fonti: DPR 74/2013 (art. 3 e art. 4, periodi di esercizio e temperature massime degli impianti termici); DPR 412/1993, allegato A (classificazione dei comuni italiani in zone climatiche per gradi giorno); ENEA — 10 consigli per risparmiare sul riscaldamento e dati sulla ripartizione dei consumi energetici domestici; ARERA — Atlante per il consumatore per i consumi della famiglia tipo gas. Le ordinanze comunali possono modificare date e orari nel singolo comune.

Domande frequenti

Quando si può accendere il riscaldamento?

Dipende dalla zona climatica del tuo comune, stabilita dal DPR 412/1993. Si parte dal 15 ottobre in zona E (Milano, Torino, Bologna), dal 1° novembre in zona D (Roma), dal 15 novembre in zona C (Napoli, Bari), dal 1° dicembre in zona A e B. In zona F non ci sono limiti nazionali di calendario.

Quante ore al giorno posso tenere acceso il riscaldamento?

Il massimo va da 6 ore al giorno in zona A a 14 ore in zona E, senza limiti in zona F. Le ore vanno distribuite nell'arco della giornata tra le 5.00 e le 23.00, con la sola eccezione della zona F.

Quanti gradi si possono tenere in casa?

Negli edifici a uso civile il limite è 20 °C con una tolleranza di 2 gradi, quindi fino a 22 °C. Per capannoni industriali e artigianali il limite scende a 18 °C, sempre con 2 gradi di tolleranza.

Si può accendere il riscaldamento prima della data prevista?

Sì. L'articolo 4 comma 3 del DPR 74/2013 consente l'accensione fuori dal periodo ordinario quando le condizioni climatiche lo giustificano, ma con un limite dimezzato di ore giornaliere. Molti sindaci emettono ordinanze locali in caso di freddo anticipato.

Chi decide l'accensione in un condominio con impianto centralizzato?

L'amministratore, entro i limiti di legge della zona climatica e secondo quanto deliberato dall'assemblea. Il singolo condomino non può accendere l'impianto per conto proprio, ma può regolare i propri radiatori con le valvole termostatiche.

Quanto si risparmia abbassando di un grado?

Secondo ENEA ogni grado in meno vale dal 5 al 10% di consumo di combustibile in meno. Un grado in meno insieme a un'ora di accensione in meno al giorno porta a un risparmio di circa il 15%.

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