Bollette in affitto: chi paga cosa tra inquilino e proprietario
Chi paga le bollette in una casa in affitto? Cosa dice l'art. 9 della legge 392/1978, cosa spetta all'inquilino, cosa al proprietario e come evitare le liti.
“Le bollette sono a carico dell’inquilino.” È la frase che si sente in ogni trattativa d’affitto, e sembra chiudere il discorso. Poi arriva la prima bolletta e ci si accorge che nella frase mancavano due pezzi: quali bollette, e da quando.
In una casa in affitto le spese di consumo — acqua, luce, gas, riscaldamento e condizionamento — sono a carico dell’inquilino, mentre restano al proprietario le spese straordinarie e quelle che conservano il valore dell’immobile. Lo stabilisce l’articolo 9 della legge 392/1978, che però ammette espressamente il “salvo patto contrario”: le parti possono accordarsi diversamente, purché lo mettano per iscritto nel contratto.
Qui trovi la divisione voce per voce, i tre punti che generano più liti e cosa scrivere prima di firmare perché non succeda.
Cosa dice la legge su chi paga cosa?
L’articolo 9 della legge 392/1978 mette a carico dell’inquilino gli oneri accessori, cioè le spese diverse dal canone che derivano dall’uso quotidiano della casa e dei servizi comuni.
Sono espressamente a carico del conduttore:
- il servizio di pulizia delle parti comuni;
- il funzionamento e la manutenzione ordinaria dell’ascensore;
- la fornitura di acqua, energia elettrica, riscaldamento e condizionamento;
- lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine;
- la fornitura di altri servizi comuni;
- il servizio di portineria, nella misura del 90% — salvo che le parti abbiano concordato una percentuale minore.
Restano al proprietario le spese straordinarie e quelle che riguardano la conservazione del bene: rifacimento del tetto e della facciata, sostituzione della caldaia, adeguamento degli impianti.
La logica è semplice e vale come regola di orientamento anche nei casi dubbi: chi usa paga il consumo, chi possiede paga la struttura.
Il proprietario deve mostrarmi le ricevute?
Sì, e prima che tu paghi. L’inquilino ha diritto a ottenere l’indicazione dei criteri di ripartizione delle spese e a prendere visione dei documenti giustificativi. Il pagamento va effettuato entro due mesi dalla richiesta.
Tradotto in pratica: se ti arriva un conteggio spese di fine anno con una cifra e nessun dettaglio, non sei tenuto a pagarlo al buio. Chiedere il riparto non è un atto ostile, è esattamente quello che la legge prevede — e nella maggior parte dei casi chiude la questione in un’email.
Conserva i conteggi insieme alle ricevute: valgono come prova di pagamento tanto quanto le bollette. Sui tempi di conservazione abbiamo scritto una guida dedicata su quanto conservare le bollette.
Le utenze vanno intestate all’inquilino?
Non è obbligatorio, ma è la scelta che evita più problemi. Se le utenze restano intestate al proprietario, l’inquilino si trova nella posizione peggiore: paga, ma formalmente non è il cliente del fornitore.
Cosa significa concretamente:
- non riceve le bollette, quindi non vede né importi né scadenze;
- non può controllare le letture né verificare se sono reali o stimate;
- non può presentare reclamo al fornitore se un importo è sbagliato, perché il reclamo lo può fare solo l’intestatario;
- non può richiedere il bonus sociale, che viene riconosciuto sulla fornitura intestata all’avente diritto (ne parliamo nella guida al bonus bollette 2026).
Se le utenze restano al proprietario, chiedi almeno che ti giri il PDF della bolletta ogni volta, non solo l’importo da versare. È il minimo per poter controllare.
Se invece si procede con l’intestazione, la pratica corretta è la voltura — o il subentro, se la fornitura era stata chiusa. La differenza cambia tempi e costi: l’abbiamo spiegata in voltura o subentro.
Le tre cose che generano più liti
Quasi tutte le discussioni su bollette e affitto nascono da tre punti, e tutti e tre si risolvono in dieci minuti il giorno della consegna delle chiavi.
1. Le letture del giorno di ingresso
Senza una lettura registrata, la prima bolletta include consumi di qualcun altro — e non hai modo di dimostrarlo.
La contromisura costa trenta secondi: fotografa il display di ogni contatore (luce, gas, acqua) con la data visibile, e riporta i numeri nel verbale di consegna firmato da entrambe le parti. Quel foglio è la cosa più utile dell’intero trasloco.
2. La quota fissa nei mesi di passaggio
La quota fissa si paga anche a casa vuota, perché è il costo di avere il contatore attivo e allacciato alla rete, indipendente dai consumi. Nei mesi in cui un inquilino esce e un altro non è ancora entrato, capita che venga chiesta a entrambi.
Definisci nel contratto la data esatta in cui la fornitura passa di mano. Se vuoi capire quanto pesa questa voce, ne abbiamo parlato in quota fissa e quota variabile.
3. Il riscaldamento centralizzato
Nei condomini con impianto centralizzato la spesa non arriva come bolletta ma come conteggio condominiale, di solito una volta l’anno e molti mesi dopo i consumi. È la spesa che sorprende di più chi affitta per la prima volta, perché non ha un ritmo prevedibile e può valere diverse centinaia di euro in un colpo solo.
Chiedi al proprietario i conteggi degli ultimi due anni prima di firmare: è il modo più affidabile per sapere cosa ti aspetta a gennaio.
Cosa scrivere nel contratto
Il “salvo patto contrario” della legge è un’opportunità, non un problema: significa che tutto quello che mettete nero su bianco vale. Quattro righe, e i tre punti sopra spariscono.
- Chi è intestatario di ciascuna utenza (luce, gas, acqua, rifiuti) e da quale data.
- Le letture dei contatori alla consegna, con la data.
- Come si ripartiscono le spese condominiali e quali sono escluse.
- Con che frequenza il proprietario invia i conteggi e i giustificativi, se le utenze restano a suo nome.
Niente di tutto questo richiede un avvocato o una clausola complicata. Richiede una foto e quattro righe nel verbale.
Tenere insieme le spese di una casa che non è tua
Chi vive in affitto ha una situazione più frammentata del normale: qualche utenza a proprio nome, qualcuna intestata al proprietario, le spese condominiali che arrivano una volta l’anno, il conguaglio del riscaldamento che nessuno ricorda quando cade. Le informazioni ci sono tutte, ma stanno in posti diversi e con ritmi diversi.
È il problema che Bolly risolve: raccoglie i contratti in un posto solo, incassa le bollette in automatico dalle email, ti avvisa prima delle scadenze e segnala quando un importo si scosta troppo dalla media dei periodi precedenti. Su una casa in affitto serve soprattutto a una cosa concreta: accorgerti che un conteggio è fuori scala prima di averlo pagato.
In sintesi
- Regola base: chi usa paga il consumo, chi possiede paga la struttura (art. 9 legge 392/1978).
- A carico dell’inquilino: acqua, luce, gas, riscaldamento e condizionamento, pulizie, ascensore ordinario, portineria al 90%.
- A carico del proprietario: straordinaria manutenzione, sostituzione caldaia, tetto, facciata, adeguamento impianti.
- Il “salvo patto contrario” vale: ciò che scrivete nel contratto prevale, purché sia scritto.
- Hai diritto a vedere i giustificativi e i criteri di riparto; il pagamento è dovuto entro due mesi dalla richiesta.
- Meglio le utenze a tuo nome: altrimenti paghi senza poter controllare né reclamare.
- Fotografa i contatori alla consegna. È la prova che evita la lite più comune di tutte.
Fonti: legge 27 luglio 1978 n. 392, art. 9 (oneri accessori); ARERA — Atlante per il consumatore per reclami e intestazione delle forniture. Le clausole contrattuali specifiche prevalgono nei limiti consentiti dalla legge: in caso di dubbio su un contratto concreto, conviene farlo verificare da un’associazione dei consumatori.
Domande frequenti
Chi paga le bollette in una casa in affitto?
Salvo patto contrario scritto nel contratto, le spese di consumo sono a carico dell'inquilino: acqua, luce, gas, riscaldamento e condizionamento, oltre alle spese ordinarie dei servizi comuni. Lo stabilisce l'articolo 9 della legge 392/1978, che però ammette espressamente accordi diversi, purché messi per iscritto.
Le utenze devono essere intestate all'inquilino?
Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato. Se le utenze restano intestate al proprietario, l'inquilino paga senza ricevere le bollette, senza poter controllare gli importi e senza poter presentare reclamo al fornitore, perché formalmente non è il cliente.
Chi paga la manutenzione della caldaia in affitto?
La distinzione è tra ordinario e straordinario: la manutenzione ordinaria e il controllo periodico dei fumi sono in genere a carico dell'inquilino, mentre la sostituzione della caldaia e gli interventi straordinari restano al proprietario, che conserva il valore dell'immobile.
Posso chiedere al proprietario le ricevute delle spese?
Sì. L'inquilino ha diritto di ottenere l'indicazione dei criteri di ripartizione e di prendere visione dei documenti giustificativi delle spese. Il pagamento va effettuato entro due mesi dalla richiesta e, prima di pagare, puoi chiedere di vedere le carte.
Chi paga la quota fissa della bolletta se la casa è vuota?
La quota fissa si paga anche a consumi zero, perché è il costo di avere il contatore attivo. Nei mesi di passaggio tra un inquilino e l'altro resta a carico di chi è intestatario della fornitura in quel periodo: è uno dei motivi per cui conviene definire con precisione la data di voltura.
Cosa fare il giorno della consegna delle chiavi?
Fotografare il display di tutti i contatori (luce, gas, acqua) con la data visibile e riportare le letture nel verbale di consegna, firmato da entrambe le parti. È la prova che separa i tuoi consumi da quelli di chi c'era prima ed evita la contestazione più frequente in assoluto.
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